La mostra

Silvano Campeggi “Nano”
Tra Divi e Diavoli

La mostra antologica Silvano Campeggi Nano - Tra divi e diavoli, promossa dall’Opera della Badia di Settimo e dal Comune di Firenze, celebra l’arte di un grande protagonista della scena mondiale del XX secolo, non solo cartellonista principe della Metro Goldwyn Mayer e di tante altre case di produzione italiane e straniere, ma anche pittore e artista a tutto tondo. Nel corso di un itinerario artistico lungo quasi settant’anni, “Nano” ha comunicato non solo i suoi stati d’animo, ma anche il diffuso sentimento del tempo, cogliendone speranze e sogni, attese e delusioni. L’obiettivo della presente mostra è dunque quello di cercare di dar conto di un percorso travagliato e complesso, collocando ciascun capitolo della produzione di Campeggi all’interno di un determinato momento personale e sociale. Il primo tema ad essere rappresentato è naturalmente quello del cinema (tra 1946 e 1969), dei divi e del grande successo Hollywoodiano, delle icone senza tempo immortalate da Nano in manifesti e soluzioni grafiche che hanno contraddistinto l’immaginario diffuso del XX secolo. Clark Gable e Marilyn Monroe, Marlon Brando e Audrey Hepburn, pellicole come Via col vento, Casablanca, Cantando sotto la pioggia, West Side Story: le star e i film di maggiore successo arrivano in Italia filtrati dalla tempera sensibilissima di Nano, attento a coglierne ogni singola sfumatura e tradurli in composizioni di grandissimo successo. Tuttavia, non c’è solo il cinema nell’attività di Nano, ed ecco che il visitatore può ammirare i personaggi storici e le grandi battaglie raffigurate da Campeggi. In entrambi i settori l’influsso del cinema è evidente: dietro ai cavalli in corsa si intravedono, oltre alla tradizione fiorentina, anche i cavalli di Ben-Hur, così come dietro a ogni donna si intuisce una Marilyn pronta a far capolino; ma a colpire è la fantasia filologica di Nano, in grado di immedesimarsi in stili e iconografie storiche, riattualizzandole in chiave contemporanea. Ritratti e volti reali, dunque; al più icone mitiche, ma basta lasciare la costa e sfidare il mare per imbattersi nei Sassi elbani, attestazione della poliedricità e varietà stilistica di Nano. La documentazione lascia qui il posto alla meditazione, le sfavillanti luci della ribalta lasciano il posto a maternità raccolte e calibrate, a visioni scandite dal bianco e dal nero, contraltari profondi degli abbaglianti manifesti cinematografici. Questi diversi spunti trovano un temporaneo approdo (domani, ne siamo certi, Nano cambierà ancora direzione di ricerca), nella serie dei diavoli, in cui le debolezze e le incertezze di Campeggi (che poi sono quelle di tutti noi), trovano una soluzione grafica graffiante e ironica: come se i divi del cinema, i personaggi storici e le maternità elbane trovassero una sintesi giocosa in tanti diavoletti, pronti a redarguirci, sì, ma dandoci un buffetto sulla guancia. Infine, la full immersion digitale realizzata grazie a Art Media Studio, proietterà lo spettatore direttamente nel mondo di Nano. Il visitatore entrerà così nelle opere grafiche, si perderà dentro le composizioni e arriverà a toccare, unendo reale e virtuale, quelle stesse stelle del cinema ritratte tante volte dal più grande artista cinematografico di sempre.


Il Comitato Scientifico (Cristina Acidini, Giorgio Bacci, Luigi Cavallo, Antonio Natali, Carlo Maurizi)

info

6 dicembre 2017 – 6 gennaio 2018

Sala d’Arme - Palazzo Vecchio, Firenze

Aperto tutti i giorni 11.00-19.00

Giovedì 11.00-14.00


  • Credits
  • Sezioni

    Il cinema

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    Il cinema

    Film come Via col vento, Casablanca, Un americano a Parigi, e attori e attrici del calibro di Clark Gable, Liz Taylor, Vivien Leigh, Marilyn Monroe rappresentano icone intramontabili dell’immaginario collettivo, volti e storie universalmente noti che Nano Campeggi, orientativamente tra il 1945 e il 1969, ha ritratto e fermato in oltre 3.000 manifesti. Una produzione straordinaria, che l’ha portato a essere il cartellonista di riferimento per la Metro Goldwyn Mayer, traducendo visivamente per l’Italia (ma non solo) i grandi successi internazionali.

    Immagini dall'Elba

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    Immagini dall'Elba

    L’Elba per Silvano Campeggi è un modo di pensare per immagini, un’intima desinenza poetica prima che un ordine figurativo. Dal suo studio sull’isola a ridosso del mare è riuscito dagli anni Settanta a vivere e insieme inventare gli spazi e le spiagge.

    I personaggi storici

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    I personaggi storici

    Nella ritrattistica di Silvano Campeggi, risulta fondamentale l’impronta dell’esperienza cinematografica. Dalla necessità di estrarre dal soggetto i tratti più caratterizzanti, così da permettere il riconoscimento immediato di attori e attrici, Campeggi ha saputo forgiarsi uno stile originale, basato su una sintesi estrema. Grazie a questo strumento padroneggiato con assiduità e scurezza, ha portato ad una nuova esistenza personaggi del passato.

    Le battaglie

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    Le battaglie

    A partire dagli anni Settanta del Novecento Campeggi sviluppa il genere delle battaglie, che annovera precedenti illustri nella tradizione fiorentina : dalle tavole di Paolo Uccello e dagli studi di Leonardo da Vinci per la Battaglia d’Anghiari, all’epopea risorgimentale narrata da Giovanni Fattori. In tutte le battaglie di Nano grandeggiano i cavalli (che hanno i loro capostipiti nella quadriga di Ben-Hur) con i loro colli inarcati, le criniere sventolanti, gli occhi folli.

    Carabinieri e aeronautica

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    Carabinieri e aeronautica

    La lunga e intensa attività di Silvano Campeggi come creatore d’immagini per l’Arma dei Carabinieri nell’ambito dell’Esercito Italiano va dalla commemorazione di fatti e personaggi – la battaglia della Cernaia in Crimea nel 1855, il sacrificio di Salvo D’Acquisto nel 1943 – alla testimonianza del lavoro dell’Arma tra i cittadini, nei suoi tanti aspetti quotidiani o straordinari. Con pari efficacia Nano, antico aviere, ha dedicato opere all’Aeronautica Militare.

    Il Diavolo

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    Il Diavolo

    Nano si è accostato in questi ultimi anni al tema del Male, in quanto diavolo, con la sua arguta leggerezza di fiorentino, disegnandolo in quasi cento pose che costituiscono un unicum iconografico. Il semplice e limpido tratto cromatico presenta, in un soave gioco ironico, le mille facce di questo strano personaggio, che sono anche le nostre, svelandone l’ammiccante narcisismo con spunti davvero collodiani, senza tuttavia sottovalutarne mai la carica distruttiva.

    Video installazione

    Rosso

    Rosso come il colore del rossetto di Marlyn Monroe dei tanti disegni e ritratti fatti dall’artista all’attrice; Rosso come lo sfondo dell’appassionato bacio tra Clark Gable e Vivien Leigh nel manifesto di Via col vento che Nano disegnò per un’importante major hollywoodiana; Rosso come il fondo dei cavalli impetuosi del cartellone di Ben-Hur o come gli schizzi per il manifesto Rapsodia dove i volti dei protagonisti Elizabeth Taylor e John Ericson sono portati in primo piano dal rosso di fondo con grande effetto visivo. Rosso come il cielo sullo sfondo dei cavalli in corsa dell’opera ispirata alle vicende che portarono l'esercito fiorentino di parte guelfa a scontrarsi con le truppe aretine, fedeli all'imperatore, nella famosa battaglia di Campaldino. Rosso come il colore della camicia indossata da James Dean nello studio fatto dall’artista per il cartellone del film Il Gigante. E del color ‘rosso Nano’ è stato pensato tutto l’allestimento della mostra a lui dedicata Silvano Campeggi “Nano” – Tra Divi e Diavoli nella sala d’Arme di Palazzo Vecchio nella sua città natia, Firenze. Un allestimento arricchito da una scenografia multimediale immersiva che disegna una quinta visiva sopra le opere di Silvano Campeggi che appaiono ora animate, disegnate come fosse il suo tratto, il suo pennello; i numerosi bozzetti per i cartelloni per il cinema dal 1945 allo sfumare degli anni Sessanta, i suoi ritratti di donne fiorentine, Eleonora di Toledo, Battista Sforza, Anna Maria Luisa de’ Medici, che ha eseguito disegnando e dipingendo in assoluta libertà dedicandosi a quello che gli piaceva, fino ad oggi, e poi disegni di eroi, personaggi storici, sua moglie Elena musa intramontabile, ritratta eternamente giovane; paesaggi, e i sassi dell’Isola d’Elba che si profilano attraverso un’ambientazione visiva rarefatta e irreale, in una sorta di esperimento metafisico. Dall’alto volteggiano, scompaiono, si affacciano prepotentemente, i diavoletti di Nano che invadono lo spazio scenico, impossessandosi dei suoi disegni, dei suoi manifesti, di soggetti disegnati in quella che è stata l’avventura della sua vita. Rosso come i diavoli dell’ampia produzione di disegni eseguiti dal maestro negli ultimi anni. «Nella mia esistenza ho rappresentato tanti santi ed arcangeli. Ora ho un programma... voglio giocare col diavolo», e con l'illusione creata nelle scenografie multimediali ci giochiamo anche noi!


    Vincenzo Capalbo, Marilena Bertozzi